URU e la ricamatrice

Se sei donna e hai intenzione di sposare un uomo salentino, è bene che tu sappia che essere carina, educata e di buone maniere non sarà sufficiente per “entrare nelle grazie” della futura suocera, soprattutto se si tratta di una suocera molto legata alle tradizioni!

Si narra, infatti, che nel Salento, in tempi non così remoti, una suocera approvasse definitivamente il matrimonio del figlio solo se la sposa dimostrava spiccate capacità nell’arte del ricamo e della tessitura, dando prova in tal modo di poter essere una perfetta donna di casa.

D'altronde, l’arte del ricamo era un mestiere a cui le donne venivano indirizzate sin da bambine per diverse ragioni. Da una parte era uno stratagemma per evitare che la donna si facesse vedere troppo in pubblico dando così adito a banali dicerie sul suo conto; d’altra parte questo tipo di impiego permetteva alle donne di ideare minuziosamente il proprio corredo nuziale, che, difatti, finiva per assumere soprattutto un valore simbolico più che economico.

Oggi, come molti dei mestieri più antichi, l’arte del ricamo sopravvive in pochi centri della penisola salentina, tramandato da madre in figlia. Tuttavia, non è comunque raro vedere anziane donne lavorare ricami e merletti sugli usci di casa; e state certe che se siete donne dalle mani d’oro e con un corredo ben ricamato custodito nell’armadio, avrete già superato lo “scoglio mamma e nonna” del vostro futuro sposo!

I comuni in cui quest’arte sembra non aver mai fatto i conti con i tempi moderni sono soprattutto Maglie, Surano, Ruffano e Galatina.

Basti pensare che a Maglie viene attribuita l’origine del cosiddetto “punto Maglie”, tipico lavoro ad ago con cui vengono realizzate figure geometriche con la tecnica del traforo che assume diversi nomi a seconda della forma che gli viene data; tra i più simpatici e anche un po’ bizzarri ricordiamo quelli a pupo stella, a malota, a trifoglio, a margherita, mentre come motivo ornamentale il più comune è quello del mustazzolo che prende il nome dal famoso dolce.

E proprio a Maglie, nei primi anni del ‘900, fu fondata una scuola, la Scuola di Casamassella, frazione di Uggiano La Chiesa che diede i natali alla fondatrice Carolina Starace De Viti De Marco. Un ottima scusa, questa, per oltre 150 ricamatrici, di concedersi un po’ di tempo lontano dai doveri di “perfette casalinghe”, ricamando anche fino a notte tarda; una passione che permetteva loro di arrotondare gli stipendi dei mariti: cosa alquanto rara in quegli anni! La bravura e le pregiate creazioni delle donne che ruotavano attorno alla Scuola arrivarono ad essere messe in mostra fino a Roma e New York, ottenendo importanti approvazioni.

Nei comuni di Surano, Ruffano e Galatina – e anche nello stesso capoluogo di provincia – le ricamatrici prediligono invece il chiacchierino, detto anche “merletto dei poveri”; con questo simpatico nomignolo si indica un ricamo realizzato con cotone sottile e lavorato rapidamente a mano con la spoletta, con il quale vengono realizzati disegni concentrici perfetti per realizzare centrini, pizzi e guarnizioni per abiti.

Molto usato ancora oggi è anche il tombolo che consiste nell’intrecciare tra di loro fili sottili disposti intorno a spilli puntati su un grande cuscino cilindrico imbottito; questa tecnica richiede molta abilità, ma soprattutto tanta pazienza.

Quindi, se durante la vostra vacanza doveste capitare dalle parti di Castrignano dei Greci, concedetevi del tempo per visitare il Museo del Ricamo a mano e dei Pizzi e dei Merletti situato all’interno del castello e non dimenticate di portare con voi un souvenir simbolo di una delle più antiche tradizioni del Salento.

Impara l’arte e mettila da parte...non sai mai quando potresti averne bisogno!