NATALE A LECCE

Ebbene sì, siamo in quel periodo dell’anno, quello in cui ogni cosa acquista più valore, ogni gesto quotidiano diventa più importante e si respira un’aria diversa, simile a magia e incanto messi insieme.

La vera bellezza del Natale è tutta qui, nel suo potere unico di farti fermare a un certo punto, nella frenesia tra un acquisto e l’altro, e farti sentire che qualcosa di sorprendente sta accadendo attorno a te, proprio in quel preciso istante. E allora alzi gli occhi e davanti a te un immenso albero di luci ti ricorda che sei in giro per le strade del centro per un motivo ben più importante; ti affanni a trovare il dono più bello da regalare alla persona a cui stai pensando proprio in quel momento. Il Natale è fatto proprio di questo, di pensieri che ci rivolgiamo l’uno verso l’altro e ciò che ha dell’incredibile è che non ne siamo del tutto consapevoli.

Ma fortunatamente le luci, le ghirlande, gli addobbi floreali sulle vetrine dei negozi, nei vicoli e per le strade sono lì per ricordarcelo. E se poi hai la fortuna di trovarti a Lecce in questo periodo, a tutto questo devi aggiungere la meraviglia della tradizione, più forte che mai anche a Natale, con i suoi presepi e i pupi in cartapesta e non solo.

Non a caso l’evento più importante di questo periodo che vede la visita di centinaia di persone ogni giorno, turisti e non, provenienti da ogni parte di Italia, è la Fiera dei Pupi, nota anche come Fiera di Santa Lucia, che ogni anno dall’8 al 24 dicembre mette in mostra nella bellissima cornice dell’ex convento dei Teatini, a pochi passi dal Duomo, la straordinaria arte dei pupari. Un percorso composto da circa un centinaio di bancarelle in cui ogni artista esibisce e vende i suoi pezzi migliori, in ogni misura e colorazione; c’è chi si lascia contagiare dall’innovazione ed espone presepi intagliati dal legno e con alcune chicche ingegneristiche che li rendono così reali: l’acqua del ruscello che scorre, il falegname impegnato a tagliare la legna, il mulino che fa arrivare l’acqua al villaggio. Ogni cosa sembra vivere e rivivere in pochi minuti.

Ma la tradizione resta comunque l’indiscutibile protagonista di tutto l’evento dove primeggiano i pupi della tradizione, quelli in cartapesta, vanto del capoluogo salentino.

Un’arte più che un mestiere che trova le sue origini intorno al 1600, come risposta al moltiplicarsi di chiese e monumenti. A quei tempi, gli artigiani non disponevano di materie pregiate, così si avvalevano di tutto ciò che era presente in laboratorio (paglia, stracci, colla e gesso) e da qui inventarono il modo di “plastificare” la carta, creando ogni tipo di figura e decorazione religiosa.

I primi a cimentarsi in quest’arte furono i barbieri che nei loro retrobottega, tra un taglio di capelli e un altro, modellavano statue di cartapesta; infatti il più antico cartapestaio della storia di Lecce fu un certo Mesciu Pietru de li Cristi, per l’appunto barbiere, così soprannominato per essere specializzato soprattutto nella produzione di crocifissi. A partire da lui l’arte fu imparata da altri maestri, che a sua volta la insegnarono ad altri e via discorrendo, in un lungo passaggio generazionale che ha fatto sì che quest’arte rimanesse attiva per tutto questo tempo.

E in questo periodo l’occhio non può non cadere su quelle botteghe dei vicoli del centro, sulle esposizioni di natività di ogni dimensione, rese vivaci dal colore o statiche e solenni dall’assenza di tinte, come se fossero fatte di pietra bianca e luminosa. Soffermatevi sui volti di quelle statuette, da quello di Maria a quello del semplice pastore, coglietene l’espressione, osservate le pieghe degli abiti e pensate che tutto quello ha inizio da un semplice fascio di paglia ricciolina modellata con giri di spago, rivestita poi con fogli di carta incollati strato su strato con colla di farina e solfato di rame per allontanare i tarli, poi l’essicazione all’aria, la modellatura con piccoli cucchiai arroventati per fissare le pieghe e correggere le imperfezioni, infine l’ingessatura, la stuccatura, la levigatura e la colorazione.

Dietro a un presepe in cartapesta non c’è solo un bravo artigiano, c’è una stupefacente pazienza, un’attenzione certosina ai più piccoli dettagli che rende ogni pupo un pezzo unico.

Il Natale a Lecce è soprattutto questo. Non ha importanza quanto sia alto l’albero di luci in piazza Sant’Oronzo, o quante decorazioni ci siano per le strade; nella frenesia di questi giorni è importante ricordare ciò che non ci lascia mai, ciò che rende Lecce unica nel suo genere, nella continuità delle sue tradizioni.

Impara l’arte, comprendila, ammirala e…buon Natale!