IL RITORNO ALL’ARTIGIANATO

Chi pensa che l’artigianato sia un’arte finita nel dimenticatoio o in via di estinzione, non potrebbe essere più lontano dalla realtà.

Negli ultimi anni, nonostante la crisi economica, il made in Italy ha ritrovato la sua importanza e il suo posto, tanto da favorire l’apertura di piccole botteghe e il rinnovamento di quelle già presenti sul territorio.

D’altronde il segreto del successo del “fatto a mano” non sta solo nella qualità dei prodotti – elemento ovviamente fondamentale -, ma anche nella capacità di reinventarsi, affiancandosi alle nuove tecnologie e sfruttandole al meglio.

Gli americani hanno parlato di “manufactury renaissance”, il Rinascimento dell’artigianato; ma, senza nulla togliere al popolo stelle e strisce, chi meglio di noi Italiani può vantare un patrimonio di esperienza, bravura e creatività nell’industria manifatturiera? Come ha anche affermato Giorgio Merletti, presidente di Confartigianato: «fare bene le cose, rispettare le regole del “su misura”, della personalizzazione, della cura maniacale per i dettagli rimangono valori che ci fanno apprezzare in tutto il mondo. Dobbiamo continuare ad esprimere questi valori con strumenti nuovi».

Insomma, ci troviamo di fronte a un Artigianato 2.0, dove le botteghe di un tempo e i negozietti locali, trovano il loro spazio nell’ampia rete dei social network - il passaparola dei giorni nostri -, facendosi conoscere e alimentando la curiosità della gente del posto e non solo.

Ma, oltre ai negozi, la rivoluzione artigianale ha contagiato anche i freelance che lavorano da casa e che vendono i loro prodotti tramite internet, accrescendo il cosiddetto mondo dell’e-commerce: basta un click e sei connesso con quello che desideri!

Per il mondo dei pigri, infatti, lo shop online è una vera manna dal cielo: in pochi minuti puoi acquistare ogni tipo di articolo, dall’abbigliamento all’arredamento, dai gioielli agli asciugamani, senza rinunciare all’unicità di un prodotto interamente lavorato a mano, curato nei minimi dettagli e il più delle volte anche pezzo unico sul mercato.

D’altronde le enormi potenzialità del settore manifatturiero sono state anche evidenziate da studi scientifici, come quello portato avanti nel 2015 dalla Commissione Europea intitolato “Business Innovation Observatory – Collaborative Economy: collaborative production and the maker economy”, in cui viene attribuito all’artigianato “la capacità di creare nuove fonti di reddito sia per i tradizionali laboratori a gestione individuale e vendita diretta ai clienti, sia per le piccole imprese artigiane a conduzione familiare che operano a livello locale” e in cui viene sottolineato come il trend occupazionale del momento sia appunto nell’artigianato e nel “saper fare a mano”, amalgamando abilità e creatività all’innovazione.

Non sorprende quindi che anche le alte case di moda italiane abbiano aperto delle scuole di formazione di artigiani specializzati nella manifattura di lusso, o abbiano iniziato a inondare il web di video in cui vengono mostrati i loro artigiani a lavoro.

Spesso ci si concentra esclusivamente sul prodotto finito, dimenticando le ore di accorto lavoro che si celano dietro. Così non si pensa più ai punti di cucitura che ci sono in una borsa di pelle fatta interamente a mano, o al numero di maglie all’uncinetto con cui è stata lavorata una piccola bomboniera, o ai diversi passaggi di trattazione e lavorazione che permettono a delle semplici cassette in legno di diventare una libreria unica nel suo genere.

Soffermiamoci un attimo a pensarlo la prossima volta che ci troviamo di fronte a un pezzo di artigianato, perché - come ha detto l’avvocato scrittore Louis Nizer - “un uomo che lavora con le sue mani è un operaio; un uomo che lavora con le sue mani e il suo cervello è un artigiano; ma un uomo che lavora con le sue mani, il suo cervello e il suo cuore è un artista”.


Impara l’arte ma non metterla da parte...usala, crea, reinventa! Il futuro è nelle tue mani, letteralmente nelle tue mani.